Le imprese, le aziende, le amministrazioni, hanno certamente strumenti tradizionali per investire in cultura come la filantropia, il mecenatismo o sponsorizzazione occasionale, si tratta però di mezzi non stabili, non continui e quindi precari.
Fino a qualche anno fa si considerava l'investimento culturale, come un plus, una chance extra con un potenziale a breve termine, l’attuale tendenza internazionale invece vede le aziende tese ad investire nella cultura, avvalendosi così di uno strumento privilegiato, utile a comunicare il proprio sistema di valori, rendendo immediata la possibilità di instaurare un dialogo con la comunità locale consolidando il senso di appartenenza.
Da alcuni recenti studi svolti dal Sistema Impresa e Cultura che promuove e diffonde l'investimento in cultura come leva competitiva per l'impresa, emerge un cambiamento dei comportamenti delle aziende più evolute rispetto all'investimento in cultura: da magnifico lusso per pochi imprenditori illuminati ad asset strategico per l'impresa; da strumento in grado di produrre effimero ritorno d'immagine a vera e propria risorsa competitiva in grado di costruire un'identità forte e riconoscibile, di qualificare le relazioni all'interno e all'esterno dell'impresa, di produrre benefici per il territorio e la collettività.
La cultura non può essere considerata avulsa dal sistema socio-economico bensì parte integrante di esso poiché il grado di civiltà e di benessere di una regione si misurano anche attraverso l’offerta dei servizi culturali.
Il problema cardine della cultura è appunto l’aspetto “intangibile” della cultura che permette la creazione di un “contesto culturale” e consente all’individuo di capire e apprezzare, quel contesto senza il quale partecipare ad un’esperienza culturale è come pretendere di apprezzare una poesia recitata in una lingua che non si conosce. Se non si creano le condizioni per l’accumulazione delle risorse culturali che innescano l’interazione di domanda e offerta, nessun intervento parziale, “grande mostra”, concerto o evento potrà sortire alcun effetto apprezzabile.
Il problema cardine della cultura è appunto l’aspetto “intangibile” della cultura che permette la creazione di un “contesto culturale” e consente all’individuo di capire e apprezzare, quel contesto senza il quale partecipare ad un’esperienza culturale è come pretendere di apprezzare una poesia recitata in una lingua che non si conosce. Se non si creano le condizioni per l’accumulazione delle risorse culturali che innescano l’interazione di domanda e offerta, nessun intervento parziale, “grande mostra”, concerto o evento potrà sortire alcun effetto apprezzabile.
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